Il Borgo di Montarfoni ha origini etrusche e nei secoli la sua storia è legata alla comunità rurale. Nella metà del XX secolo il borgo fu comprato dall’attuale proprietà e trasformato in azienda agricola in cui lavoravano le famiglie che vivevano attorno alla casa padronale.

Situato in una collina a 400 mt di altitudine, Montarfoni gode di un panorama a 360° e sovrasta il Valdarno, la Valdichiana, fino a scorgere le cime innevate del monte Abetone in provincia di Pistoia. E’ un luogo di pace e tranquillità abitato solo dai proprietari, il luogo ideale per vivere un’esperienza in assoluto relax.

Da Montarfoni si possono raggiungere percorsi di mountain bike, prenotare gite a cavallo, in Quod, esplorare mete artistiche e culturali vicine, come le città di Arezzo, Firenze, Siena e Perugia. I proprietari saranno lieti di indirizzare i loro graditi ospiti nelle più nascoste mete turistiche consigliando visite indimenticabili ed esclusive.

Il Borgo risale ad epoca etrusca e mostra ancora oggi antichi resti di mura e di strada romana. La Villa seicentesca che chiude il Borgo, è circondata a settentrione da un folto bosco che la difende dai venti freddi.

“Lungo la facciata della seicentesca villa a due piani, dallo stile massiccio e bonario, corre una specie di trincerone largo due o tre metri e profondo altrettanto, che in un primo tempo può far pensare ad un fossato protettivo di un castello ma che in realtà era stato costruito allo scopo di arieggiare le cantine situate sotto il piano terra. Un piccolo ponte in muratura al di sopra di questo fossato immette nella loggetta d’ingresso della villa.” 

Dalla piazza centrale del borgo in cui si affacciano le cantine, la chiesa e il vecchio mulino, si dipartono le case e i giardini. Fino alla metà del secolo scorso era abitato da tante famiglie che coltivavano le terre circostanti, producevano olio e vino, che in questa singolare posizione assumono entrambi caratteristiche eccellenti.

All’interno della mastodontica casa “Mulino” ancora oggi si assapora la storia poiché esiste la grande ruota in pietra che serviva, girando su se stessa, trainata dall’asino, a macinare le olive per la produzione dell’olio.